Archivio del mese di Aprile 2008

Roma
6 Aprile 2008
16:30a17:00

Torno da Bologna e alle 16.30 sono in Rai per uno speciale al TG1

Siracusa
10 Aprile 2008
18:00a20:00

Alle 18 Enrico Boselli, col truck, arriva a Siracusa e incontra gli elettori al Grand Hotel Villa politi

Barletta
5 Aprile 2008
20:30a22:30

Alle 20.30 davanti al Castello Svevo: manifestazione sul truck

Bari
5 Aprile 2008
18:00a20:00

Alle 18 dall’ex Piazza Prefettura: manifestazione dal truck

Balle

BalleNegli ultimi giorni di campagna elettorale il teatrino quotidiano di Pd e Pdl si svolge all’insegna di una continua rincorsa a chi promette di più, con in gara Veltroni e Berlusconi che lottano per chi la spara più grossa.
Hanno iniziato con l’aumento delle pensioni, poi con Veltroni che annuncia la costruzione di nuovi alloggi (ma non ci poteva pensare quando era sindaco di Roma) e il Cavaliere che rilancia proponendo l’abolizione dell’Ici, e così via… dai libri di testo gratis, alle minori tasse universitarie, al taglio della Pubblica amministrazione, alla diminuzione delle leggi, alla detassazione degli straordinari.

A ogni affermazione populista e propagandistica di uno dei due leader, risponde puntualmente l’altro mettendo sul piatto una puntata più alta. Il tutto, inutile dirlo, senza indicare minimamente né dove, né come troveranno le risorse necessarie per far sì che ciò che promettono si trasformi in realtà.
Come se il debito pubblico che incombe come un macigno sul nostro Paese, non fosse un problema loro.
Come se la nostra economia viaggiasse a ritmi tali da potersi affidare a confortanti previsioni di crescita.
Come se entrambi non avessero già avuto occasione, uno con i cinque anni di governo, l’altro con i sette di sindaco, di realizzare almeno una minima parte di quanto proclamano oggi.

L’ultima trovata per raccattare qualche voto è stata quella del braccio destro del leader del Pd, quel Goffredo Bettini che, colto nel vivo dalle affermazioni di Franco Grillini sulle scarse possibilità dei democratici di raggiungere il 40% a Bologna, ha pensato bene di attaccare i socialisti, definendoli con berlusconiana arroganza un partito alle prese con i decimali, per ripetere la solita favola del voto utile, invitando gli elettori a votare per il Pd o al limite per la Pdl.
Ma se il partito socialista è ai decimali per quale motivo Bettini si preoccupa tanto? Non sarà che l’unica cosa che è in crescita del suo partito non sono le preferenze degli elettori ma le balle che ci propina ogni giorno il suo leader? Ci vuole ben altro che i suoi anatemi per fermare i socialisti.
Il fuoco incrociato su di noi conferma la nostra crescita degli ultimi giorni.

Roma - “La giornata dei diritti”
9 Aprile 2008
11:00a13:00

Alle 11, presso la sede del partito Socialista in piazza San Lorenzo in Lucina 26, Enrico Boselli tiene una conferenza stampa sul tema dei diritti della persona.

Partito Socialista una novità con 100 anni di storia

Il Partito socialista vanta cento anni di storia ma è la vera novità di queste elezioni politiche per due ragioni: la prima è che dopo 15 anni i socialisti italiani sono finalmente tutti uniti sotto un unico simbolo e la seconda è che siamo autonomi, né con Veltroni, né con Berlusconi. (more…)

Da Mastella a Pizza, quando il giudice interferisce

palazzodigiustizia.jpgUn giudice ha deciso le sorti del governo e un giudice vuol decidere la data delle elezioni.

Nel caso Mastella, rivelatosi oggi privo di qualsiasi fondamento e archiviato perché il fatto non sussiste, le decisioni di un Pm, con la complicità di Di Pietro e dei media compiacenti, hanno portato al pubblico linciaggio del ministro della Giustizia, alle sue dimissioni e alla caduta del governo Prodi. Nella vicenda Pizza, le cui liste sono state riammesse da parte del Consiglio di Stato, un altro giudice, rischia oggi di portarci a un rinvio delle elezioni. Siamo di fronte a una continua interferenza di parte della magistratura nella vita democratica del Paese.

Ci sono giudici che pur di procurarsi notorietà o di compiacere qualche politico “amico”, non esitano a mettere in piedi inchieste che sembrano avere come unico scopo l’eliminazione di un avversario piuttosto che l’amministrazione della giustizia. Io non mi accodo a tutti coloro che sulla base di indiscrezioni, d’insinuazioni e persino di pettegolezzi hanno cercato di mettere sulla graticola di volta in volta, a seconda delle convenienze Berlusconi, Fassino, Prodi e da ultimo Mastella. Le tragiche vicende di Tangentopoli hanno rafforzato in me la convinzione che l’etica pubblica va perseguita scrupolosamente e coerentemente e che i processi vanno svolti nelle aule giudiziarie e non sulle pagine dei giornali o nelle piazze televisive di Santoro.

Ma la cosa che stride di più con il comportamento di alcuni magistrati è lo stato semicomatoso in cui versa la giustizia italiana. Dieci anni di media per una causa civile e quasi altrettanti per una di lavoro. Decine di migliaia di cause penali pendenti con presunti innocenti che attendono i processi nelle carceri e con potenziali colpevoli rimessi in libertà per decorrenza dei termini. Di questo dovrebbero occuparsi i giudici e non di mettersi in mostra sulle tv e nei giornali. Di una seria riforma della giustizia, che preveda una separazione delle carriere a garanzia di cittadini che vogliono un giudice autonomo ed imparziale, dovrebbe occuparsi il prossimo governo.

Ma con il “veltrusconi” anche questo sarà molto difficile che avvenga.

Chimera Pd

chimera.jpgFinalmente Veltroni ha gettato la maschera confermando quanto andavo dicendo da tempo, ossia che il suo Pd non ha nulla a che spartire con la socialdemocrazia europea e con i suoi leader.

La sua dichiarazione odierna, nella quale si afferma che Zapatero non è il suo modello di riferimento può stupire solo qualche elettore del suo partito ma non certo me che da sempre ho sottolineato il deficit di laicità di cui soffre il Partito democratico.

Zapatero, cattolico e socialista, che ha avuto il coraggio di sfidare il clero cattolico, istituendo il matrimonio gay e portando avanti riforme a favore della società civile, per Veltroni non va bene.

Gli preferisce Gordon Brown e Barack Obama, forse per le sue smaccate preferenze anglofone. Peccato che per per Veltroni sarebbe molto difficile identificarsi con il premier inglese, che sta combattendo una battaglia in Parlamento per far approvare una legge che autorizzi addirittura la ricerca sulle cellule “chimera”.

Resterebbe Obama, e anche in questo caso, il leader del Pd sarebbe in grande difficoltà ad accogliere la sua netta posizione a favore delle unioni civili e la sua opposizione a qualsiasi divieto costituzionale del matrimonio gay, che per il candidato democratico Usa dovrebbe essere affidato alla legislazione dei singoli stati.

Purtroppo per Veltroni non vi sono modelli di riferimento, né in Europa, né negli Stati Uniti. Il che conferma che l’unica vera chimera è il Partito democratico.


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