Assordante silenzio
Ci saremmo aspettati dopo l’odierna uscita di Benedetto XVI, che ha definito divorzio e aborto colpe gravi e piaghe della società, una qualche presa di posizione da parte dei maggiori esponenti di Pd e Pdl.
Non certo per criticare le parole del Papa che è liberissimo di ribadire i dogmi della Chiesa, quanto far sapere ai propri elettori come la pensano sui temi della famiglia e dei diritti civili i due partiti che si candidano a governare il Paese.
E invece i pifferai magici Veltroni e Berlusconi, che quotidianamente ci inondano di promesse e sogni, su questi argomenti sono colpiti da una sconcertante afasia.
Capiamo che non si voglia scontentare il voto cattolico a cui mirano entrambi, o gli oltre 100 deputati cattolici che il Pd porterà in Parlamento, ma qui non si tratta di intervenire su scelte future, come le unioni civili, il matrimonio gay, l’eutanasia, o la ricerca sulle cellule staminali (temi sui quali durante tutta la campagna elettorale si è registrato un assordante silenzio), bensì di leggi dello stato, approvate da un referendum, grazie anche ai voti dei credenti.
Divorzio e aborto sono piaghe se non c’è una legge che stabilisca limiti e regole, perché altrimenti dal dramma si passa alla tragedia e a farne le spese sono sempre i più deboli.
Non critico le parole del Papa, spero solo che nessuno le prenda a pretesto per giustificare una visione integralista della società e tentare di imporre col nuovo parlamento una legislazione reazionaria che ci riporti indietro di trent’anni.
I socialisti si batteranno come nel passato perché questo non accada.










Articoli





